Nuova Onda

Onda d’Amore è il racconto che ho pubblicato per Delos Digital, che potete trovare su tutte le piattaforme digitali (Su Amazon: http://www.amazon.it/gp/aw/d/B00S0CYF6U/ref=mp_s_a_1_1?qid=1439718901&sr=1-1&pi=SY200_QL40&dpPl=1&dpID=51zDcttRp2L&ref=plSrch).
La storia d’amore di Zeno e Aria è totalizzante, qualcosa che non si può fermare. Ecco perché ho promosso un concorso letterario in cui tutti possono mettersi alla prova, aggiungendo un episodio in più a questa vicenda: https://www.facebook.com/events/718513508278018/
In questa giornata di pioggia, ho voluto anch’io aggiungere un’immagine, un rapporto da collocare nei mesi autunnali in cui hanno frequentato l’appartamento di rappresentanza della società del padre di Zeno. Il loro periodo di esplorazione reciproca. Buona lettura.

“Piove, che facciamo?”
Lei se ne stava nuda, a pancia sotto, sulle lenzuola in disordine. Distesa al contrario su quel letto che avrebbe potuto raccontare molto sulla loro storia. Agitava in aria i piedi, lentamente, quasi seguendo il ritmo del ticchettio delle gocce sui vetri.
I capelli le ricoprivano disordinatamente la schiena, lasciando scoperto un culetto piccolo e sodo. Un corpo esile quello di Aria, ma morbido e armonioso nei punti giusti.
Il ragazzo, mollemente sistemato con la schiena contro i cuscini, le afferrò una caviglia e le baciò dolcemente la pianta di quel piedino annoiato, per mordicchiarle, subito dopo, il tallone.
“Io un’idea, ce l’avrei…” Mormorò, continuando a baciarle il piede.
“Ancora?” Ridacchiò lei, fingendosi stupita.
Era da più di un mese che frequentavano l’appartamentino. Un mese che non mettevano il naso fuori da quella stanza. Niente passeggiate romantiche assieme, niente shopping, niente attività all’aria aperta,  nulla.
Complice il tempo autunnale,  si erano reclusi spontaneamente in quell’alcova, limitando il loro rapporto al lato più intimo e istintivo.
C’era un’affinità di pelle unica, una coordinazione perfetta. Ma che razza di storia era la loro?
Non mancava il dialogo. In quel poco tempo, avevano imparato a conoscersi nel profondo, pur mantenendo i loro piccoli segreti. Lui non parlava volentieri della propria famiglia: il padre autoritario e la madre morta già da diversi anni. Ma pure lei non aveva accennato a quella salute precaria che la lasciava senza fiato. Il cuore malato che sembrava sempre più fragile, specie con quel rapporto vissuto a cento all’ora.
“Mi ami?” Se ne uscì così, repentinamente,  guardandolo intensamente, con la testa inclinata verso di lui.
A Zeno sfuggì una smorfia. Le labbra sexy e carnose si incresparono decisamente, pendendo da un lato.
Poco rassicurante come reazione, ma lei continuò a fissarlo, sorridendo con fare provocante.
“Potrei dimostrartelo.” Recuperò lui, avanzando a carponi verso Aria. Le si posizionò sopra la schiena e, scostata la nuvola di capelli da un lato, dedicò tutte le sue attenzioni a una spalla.
“Credi di riuscirci?” Mugolò lei, già eccitata per quel contatto di pelle.  Sentire il suo respiro caldo e la lingua che la lambiva, la riempiva di un’emozione unica. Era completamente in suo potere, ogni variazione di ritmo del suo flusso sanguigno era una risposta a quel contatto. Lui era l’impulso elettrico che dava vigore al suo fisico, scatenando un’infinità di reazioni chimiche mai conosciute prima.
Inarcò la schiena per sollevare il bacino e toccare con le natiche l’erezione di lui. Erano entrambi pronti e scalpitanti. I loro corpi li richiamavano, pretendendosi a vicenda.
Quel bacio sulla spalla si fece più serrato, chiudendosi a ventosa contro la base del collo, mentre le sue dita avanzarono nell’insenatura tra i glutei, spingendosi in avanti, per incontrare l’umore caldo che aveva iniziato a inondare le grandi labbra.
Aria ululò quando la lingua saettò giù per la sua spina dorsale, puntando a riunirsi alle dita che frugavano in modo impertinente fra le sue gambe.
Lei gli apparteneva, tutto il suo corpo lo urlava, e lui la pretendeva. Era un donarsi reciproco, un parlare direttamente all’intimo.
Trasalì  sentendo un morso più forte su una natica.
“Dimostrarti il mio amore” grugnì lui, con i denti ancora stretti attorno alla carne. “Dunque, da dove potrei cominciare?”
Scostò la bocca, per continuare il percorso. Con il palmo della mano sotto quel ventre piatto, sostenne la posizione di Aria, mentre la lingua andò a sostituire le dita.
“Magari da qui.” Soffiò, con voce ansante, contro l’intimità di lei, iniziando a far penetrare la lingua tra quelle pareti calde e grondanti di passione.
I gemiti della ragazza si fecero più striduli, incoraggiandolo a continuare.
La torturò a lungo, lentamente, in modo da non farla venire troppo presto, ma facendo in modo di mantenere viva quell’eccitazione prorompente.
Aria dovette mordere le lenzuola per non urlare troppo forte, ma lui si dimostrò ugualmente consapevole e soddisfatto dell’effetto che aveva sul suo corpo.
“Forse, non è abbastanza.” Mormorò, staccandosi leggermente e facendo pressione con la mano che sosteneva il peso di lei.
La rivoltò supina sul letto, gettandosi su di lei come un animale selvaggio sulla preda.
La sentì ridere quando le sue labbra si chiusero attorno a uno di quei capezzoli piccoli e duri.
Seni poco accennati, ma perfetti, con quei corbezzoli succosi di cui non era mai sazio.
Le gambe di lei si strinsero attorno al bacino di Zeno, avvinghiandosi con forza al suo corpo.
Lui sollevò il capo fissandola con i penetranti occhi azzurri:
“Credevo volessi parlare d’amore. ” La redarguì bonariamente.
“Questo è amore”spiegò. “I nostri corpi parlano d’amore,  in continuazione.”
“Oh, sì. Molto forte!” Puntualizzò, ammiccando.
Penetrò nel suo corpo in modo naturale, istintivo, e il loro abbraccio si fece ancora più stretto. Il ritmo,  da lento si fece serrato, in armonia con i sospiri affannati che coprirono totalmente il rumore della pioggia.
Le loro bocche erano appiccicate alle orecchie dell’altro e quegli ansimi erano come continue grida d’amore. Non c’era bisogno di parole, ma solo di quell’unione intima e assoluta.
Forse, qualche espressione più articolata, molto simile a una dichiarazione d’amore, sfuggì dalla gola di Zeno, ma lui non l’avrebbe confermata.
Non ne avevano bisogno, c’era di più fra loro che un rapporto fatto di fiorellini e cuoricini.  C’era un’appartenenza totale.
Lui la sentì stringere i muscoli interni, mentre gettava il capo all’indietro, scossa dai brividi, segno che aveva raggiunto l’orgasmo, il terzo per quel pomeriggio.
Continuò a spingere ancora un po’  finché non vide il ventre acquietarsi dalle convulsioni, allora, uscì dal suo corpo per dare a sua volta libero sfogo al piacere e irrorare la pelle candida di lei con il proprio seme caldo.
Incurante di impiastricciarsi a sua volta,  crollò su di lei e le rubò il respiro con un bacio penetrante e infinito.
Voleva una dichiarazione d’amore?
Quello valeva più di mille parole e aveva dei significati talmente profondi che solo loro potevano conoscere.
L’onda d’amore, che li aveva travolti quell’estate, continuava a trascinarli con sé, sempre più a fondo, vanificando ogni possibilità di scampo.

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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2 risposte a Nuova Onda

  1. Valentina Segreti ha detto:

    Bello, coinvolgente e molto sensuale. Scritto bene, la lettura scorre veloce senza interruzioni o pause non richieste. Brava!

    Liked by 1 persona

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