Intervista doppia ad Aria e Zeno

Articolo alternativo: propongo un’intervista immaginaria ai protagonisti del mio racconto Onda d’Amore, edito da Delos Digital.
Entro nell’ampio salotto della villetta sull’altopiano, in un pomeriggio di fine luglio. L’appuntamento è stato fissato per le cinque, un’ora in cui i padroni di casa sono rientrati dal lavoro e l’afa è un po’ diminuita. Sono impressionata dalla prevalenza di bianco dell’ambiente: dai cuscinoni dei divani alle tende che coprono le enormi vetrate che danno sul portico.
Lei, Aria, indossa un camicione in sangallo lungo fino al ginocchio che rispecchia il suo stile e maschera un po’ il pancino appena accennato. Ha una bellezza fresca e giovane, fa quasi tenerezza. Accanto a lei, Zeno, bellissimo in una camicia di lino color panna che risalta sulla pelle abbronzata. Le tiene la mano, come se non riuscisse a staccarsi dalla compagna, e si siedono uno appiccicato all’altro, mentre io prendo posto sul divanetto a fianco. Davanti a noi, sul tavolino, staziona una brocca di vetro satinato contenente limonata e un’enorme quantità di ghiaccio, irresistibile nella sua semplicità.
Prima di iniziare l’intervista vera e propria, ci perdiamo un po’ in convenevoli.
“Di quanto sei?” Chiedo ad Aria che ha il tipico volto raggiante delle madri in attesa. A guardarla sembra ancora una bambina, con qualche lentiggine sparsa che le segna il naso. Ci ho visto giusto: c’è una base di rosso nel suo pigmento, anche se i capelli crespi sono quasi castani a vedersi.
Le scappa un rosolino:
“Sono entrata nel terzo mese!”
Zeno le dà un bacio fra i capelli con una dolcezza protettiva.
“Dunque” osservo. “L’avete concepito a Maggio. Si potrebbe pensare che fossi già incinta quando vi siete sposati.”
Lui storce la bocca in un sorriso malizioso e lei abbassa lo sguardo timidamente.
“Sembra difficile da credere, ma è successo in viaggio di nozze, come a molte coppie.”
“Non che abbiamo aspettato il matrimonio…”
Precisa lui, più rivolto ad Aria che a me e lei gli dà una gomitatina al fianco.
Difficile da credere si tratti di una coppia che si ama già da sei anni, sembrano due piccioncini in pieno innamoramento da primi appuntamenti.
“Se volete, cominciamo, così non vi porto via troppo tempo. Inizio con qualcosa di facile.”
Quando vi siete conosciuti, chi è che ha notato per primo l’altro?
Rispondono in contemporanea.
Aria: Lui.
Zeno: Io…sì, decisamente io.
Aria: Beh, ero un po’ assorta nei miei pensieri,  mi capita spesso quando passeggio, e non avevo notato la moto di lato.
Zeno: Già,  non mi ha cagato minimamente!
Sono carini da guardare, scherzano e si stuzzicano, perfettamente affiatati.
Beh, ma cosa ti ha colpito all’inizio.
Zeno: Si intuiva che sotto quella tenda da doccia ci fosse un corpicino niente male!
Aria: Daiiii.
Zeno: Ok, è stata l’allegria che la faceva muovere, ero curioso di sapere come si potesse essere così pimpanti in quel caldo pomeriggio.
Aria: Io, invece, sono rimasta colpita da questi occhi cristallini…oltre a tutto il contorno!
Zeno: Sul serio?! Ma brava. Io che credevo avessi scrutato a fondo nel mio animo tormentato, capendo il vero valore dietro l’apparenza.
Aria: Sì, certo, anche quello. Dopo.
Mi unisco alla loro risata, prima di riprendere.
Qual è stato il vostro primo amore, prima di incontrarvi?
Aria: Beh, Zeno è stato il mio primo ragazzo e il primo uomo che ho baciato e…tutto il resto.
Lei è palesemente in imbarazzo e lui se la gode, è ruotato con il busto dalla sua parte e ascolta con attenzione.
“Dunque, Zeno è stato il tuo primo amore?” Incalzo.
Lo sguardo di lui è sempre più curioso, mentre lei, rossa in volto, tiene il capo chino.
Aria: Dai dodici anni in poi, avevo una cotta per Padre Patrick.
Zeno: Lo sapevo!
Il ragazzo ha quasi esultato, schioccando le dita.
Zeno: Il prete. Lo sai che fa tanto sfigata?
Aria: Non prendermi in giro.
Zeno: Buffo, che effetto ti ha fatto veder officiato il matrimonio dal tuo primo amore?
Mi schiarisco la voce per richiamarli all’ordine.
Zeno: Giusto, tocca ancora a me rispondere.
Stavolta è lei a mettersi in ascolto con attenzione.
Zeno: Sì,  io ho avuto diverse esperienze prima di conoscerla, ma nessun amore nascosto. Niente.
“Niente?” Chiedo, quasi incredula.
Lui scuote la testa, portando la mano sul cuore.
Zeno: Giuro! Non mi ero mai innamorato prima di incontrare Aria. Solo semplice attrazione, ma nessuna che valesse la pena vedere una seconda volta.
Il bacio qui è d’obbligo e io mi verso un bicchiere di limonata per distrarmi, sperando di non autorizzarli tacitamente a continuare.
Quando si sono finalmente staccati, poso il bicchiere sul tavolino e riprendo; ho una certa fretta di terminare.
Ma, i rapporti con la famiglia di Zeno, come sono? Hanno accettato di buon grado la vostra unione?
Zeno: Ho perso mia madre al primo anno di scuola media e i rapporti con mio padre non sono mai stati distesi. Il mio atteggiamento ribelle era una risposta al suo fare autoritario. Ha subito notato il cambiamento, l’influenza positiva che lei aveva su di me. Abbiamo studiato assieme per l’esame di maturità e grazie al suo incoraggiamento, mi sono impegnato.Credo ripudierebbe volentieri me per adottare lei!
Aria: Non è vero, tuo padre ti vuole bene. È solo un po’… Chiuso.
Zeno: Diciamo così.
Aria: Sì, beh, i rapporti non erano facili tra loro, ma Federico mi ha fatta sentire accettata, da subito.Ha un aspetto burbero, ma non è poi così severo.
Zeno: Con te!
Abbiamo perso un po’ il filo, perciò vi pongo un’ultima domanda di rito. Come vedete il vostro futuro?
Zeno: Io spero solo di non diventare come mio padre.
Aria: Lavoro all’asilo della chiesa e adoro i bambini. Spero non ci fermeremo a un figlio.
Vedo un’ombra di preoccupazione passare dietro l’azzurro degli occhi di Zeno. L’accorato desiderio di Aria è commovente, ma si nota che lui teme ancora per la sua salute
Le stringe nuovamente la mano con fare protettivo.
Zeno: Voglio essere un punto di riferimento per la mia famiglia. Mio padre non è cattivo, ma la vita l’ha indurito, io desidero essere sempre disponibile e raggiungibile per le persone che amo.
Lei si posa contro il suo corpo, ribaltando all’indietro la testa per guardarlo dal basso verso l’alto.
All’ennesimo bacio, scatto in piedi, salutando e ringraziando.
Auguro ad entrambi una lunga e felice vita assieme. Io vado a farmi uno Spritz Aperol, meditando su che cosa ho sbagliato!

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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