Scrivere un racconto erotico

Ho parlato dei miei racconti, ho proposto narrazioni spinte, mettendole a confronto con storie più soft. Ho cercato di mettere in evidenza il confine tra erotismo e pornografia e, per finire, ho voluto riportare alla luce un modo di scrivere dello scorso secolo.
Bene, ma come si scrive un racconto erotico? Quali elementi sono da prediligere e altri da scartare? Il tipo di storia… Cercherò di parlarne prendendo spunto dalla mia esperienza e da ciò che ho letto in proposito.
Dunque, cerchiamo di andare con ordine.
1- Innanzitutto, quante scene di sesso dovremmo inserire?
Non vogliamo essere rigidi, ma in un romanzo con più di 250 pagine, le scene dovrebbero essere almeno cinque. Mentre, per i racconti e romanzi brevi, 2 o 3 sono sufficienti. Ovviamente, il tutto deve essere descrittivo, ma non si richiede un manuale di anatomia e nemmeno il filmino porno. Sensazioni, respiri,  pelle… Sono tutte cose che accendono l’atmosfera, come in un vero rapporto.
In un nostro racconto ci deve essere una storia, ben delineata, un rapporto fra persone, non un elenco di amplessi.
2- Quando dovremmo inserire la prima scena hard?
Non dobbiamo essere frettolosi, come nei rapporti di coppia, si deve dare il tempo ai protagonisti di coinvolgersi, cucinarli lentamente. Assieme al lettore. Io però sono propensa a inserire presto una scena di nudo o un po’ di autoerotismo. Giusto per tranquillizzare e comunicare: “Sì, sei nel posto giusto, qui si parla di sesso, non solo di sentimenti.”
3- E loro, i nostri personaggi, come dovrebbero essere?
Qui non c’è una regola precisa, ma sarebbe bene ispirarsi a canoni reali, se vogliamo che abbiano spessore e siano credibili. Le misure sono meno importanti del coinvolgimento che si crea fra loro.  Dovete visualizzarli, viverli, creare una personalità,  un loro vissuto: vederli voi per primi per poterli far conoscere al lettore. Alcuni si ispirano a persone conosciute, così si va sul sicuro di conoscere bene la personalità.
Possono anche non essere perfetti, i bruttini simpatici hanno successo, ma dovete essere abili a non strafare e renderli veramente carismatici e buffi, non fastidiosi. Inoltre il divario troppo accentuato è banale e pericoloso: il figone con la cessa può rendere la nostra lei odiosa, se non siamo bravi a darle uno spessore caratteriale rilevante.
4- Lo famo strano?
Come e dove devono amarsi questi nostri personaggi.
Un po’ di fantasia va bene, può intrigante, ma non sono richieste acrobazie o scenari al limite dell’incredibile.
Non è essenziale un letto, ma neppure il jet supersonico ad alta quota.
Potete attingere alle vostre fantasie, ma dovete essere sicuri di riuscire a rendere bene l’idea. Lo scopo non è scioccare, ma creare emozioni.
5- La parte forse più controversa: il linguaggio.
Personalmente, trovo noiosi e ridicoli quei testi che ripetono di continuo i termini volgari. Io, per contro, ricevo spesso critiche di usare parole troppo tecniche. Per esempio pene e vagina fanno storcere il naso. Io sono dell’idea che ci voglia un certo equilibrio, alternare, non essere ripetitivi. Inoltre si deve differenziare la narrazione da come si esprimono i personaggi. Uno può essere più volgare e non si deve snaturare il personaggio, ma neppure assimilare tutto il testo al suo standard.
Scrivere erotico, come tutti i generi, non è semplice. Ci vuole molto esercizio e si deve leggere, apprendere da altri autori, far tesoro delle esperienze.
Questi sono solo alcuni punti che ho toccato, ma si potrebbe parlarne all’infinito e credo che altri autori avrebbero degli appunti da fare a questa analisi. Non ho la pretesa di aver redatto un manuale, solo dei semplici spunti.
Ciò che mi sento di dirvi per certo è: provate, scrivete, esercitatevi. Se non pubblicherete, vi sarete almeno divertiti.

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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