Segreti, le sfumature degli anni ’80

Correva l’anno 1983, anzi,  volgeva al termine e un martellante spot televisivo ci assillava con il suo fascino patinato. Un’avvenente Phoebe Cates, dopo averci affascinati in Paradise,  si faceva strada verso lo schermo contornata di piume, con le labbra carnose lucidissime, pronunciando la celebre frase: “Quale di voi tre cagne è mia madre?”
Eravamo negli anni ottanta e a noi decenni dell’epoca non era permesso guardare certi programmi, dovetti aspettare ancora un anno, ma quella battuta sostò sulle nostre labbra per mesi, come un tormentone. Ci sentivamo grandi e spregiudicate solo a ripeterla.
L’estate dopo, finalmente, potei godermi quella mini serie (in realtà 2 mini serie da due puntate l’una): Segreti (in originale Lace), tratta dai romanzi di Shirley Conran.
La trama era un misto tra romanticismo, sensualità e mistero. La pornostar Lili, detta Tiger Lili per il temperamento combattivo, dopo essersi sollevata dalla miseria usando il proprio corpo, è decisa a trovare la madre che la abbandonò da piccola. Tre ex studentesse di un collegio, una volta amiche e ora donne di successo, fecero un patto per non far sapere chi di loro fosse rimasta incinta allora. La prima puntata era infatti quasi tutta dedicata alle prime esperienze sessuali delle collegiali. Come si può leggere dal libro:
“Alla fine di novembre, quasi tutte le ragazze della scuola avevano un boyfriend fisso e avevano scoperto che la piccola cittadina era sorprendentemente piena di posti adatti ai convegni segreti. Si incontravano dietro la chiesa, nelle stalle e nei granai, sui sedili posteriori delle macchine, nel retrobottega del negozio di sci, nelle sale da tè alla periferia o in cima alle piste di sci.”
La serie coinvolge, grazie alla bellezza della protagonista e alle vicende delle tre possibili madri, incuriosendo lo spettatore per arrivare alla rivelazione finale (io non mi ero aspettata la verità).
Ma fu solo qualche anno dopo, in prima superiore, che potei mettere le mani sulla vera trasgressione di allora: i romanzi.
C’era sesso, quello vero, pure violento.  Sì,  perché Lili, per arrivare al successo, aveva passato di tutto. Era diverso dai romanzetti rosa a cui ero abituata.
Mi segnò, profondamente. Potrei definire il primo libro, il mio romanzo preferito. E Lili mi è entrata dentro, a lei devo infatti il mio pseudonimo, che uso da allora, anche se io ho preferito la y finale.
Leggevamo i passi sotto banco e immaginavamo come sarebbe stata la prima volta per noi.
Ora forse, farebbe ridere, ma per noi adolescenti degli anni ottanta, quello era il proibito, le infinite sfumature del peccato.

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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