Sesso senza amore

Continuo la carrellata delle scene più piccanti dei miei racconti, visto che stanno riscuotendo successo.
Ci sono diversi miei ebook erotici che presentano scene esplicite e coinvolgenti, ma sicuramente riesco a esprimere il maggior coinvolgimento negli M/M (Uomo a Uomo). Due uomini che fanno sesso stimolano la fantasia di molte donne e diversi si stupiscono di ciò. Ma tutto questo testosterone libero è indubbiamente un’attrattiva per l’immaginario femminile
Vi offro l’incipit del primo racconto del genere che ho pubblicato,  già tre anni fa; l’inizio della serie È amore… pubblicata da Lite Editions in cinque ebook. Un amplesso al limite della violenza, senza sentimento, quasi animalesco che introduce i personaggi del racconto e il loro strano rapporto.

“Guardandosi nervosamente attorno, il giovane Gabriel pensava che non si sarebbe mai abituato a quell’ambiente. Feste esclusive dove lo champagne e la coca scorrevano a fiumi. Il posto giusto in cui incontrare la gente che conta, e vederla tirar fuori il peggio di sé. All’interno della villa c’era di tutto: uomini d’affari che conversavano amabilmente fumando un sigaro e sorseggiando un brandy, coppiette che si scambiavano apertamente effusioni, senza curarsi degli estranei attorno, e ambiziose modelle buttate sui divani in modo scomposto dopo aver evidentemente ecceduto con alcol o altro; mentre all’esterno, in piscina, i più festaioli si stavano scatenando in tuffi e schiamazzi. Josh, il suo Josh, bello come il sole e con il solito sorriso idiota stampato in faccia, segno che non si era privato di nulla nel lasso di tempo in cui era sparito, lo avvicinò e lo baciò esplicitamente sul collo, ansimando di desiderio. Lui si scostò schifato, anche se già sapeva come sarebbe andata a finire.
“Dai tesoro, non fare il guastafeste, tanto so che piace anche a te dare spettacolo. Magari uno di questi giorni organizzo una cosa a tre!”
Anche il tono della sua voce tradiva la sbornia da alcol e probabilmente da droga. Gabriel lo allontanò da sé con una spinta, poi cercò di farsi strada verso la porta per andarsene finalmente da quel posto. Ma Josh non era il tipo da accettare un no, non da lui. Afferrò Gabriel per un polso e lo trasse nuovamente a sé. Lo strinse con forza, poi gli spinse la lingua in bocca, muovendola spasmodicamente contro la sua. A Gabriel parve di soffocare, ma quando avvertì la mano dell’amante scorrere lungo la sua schiena e infilarsi nei pantaloni, un’ondata di eccitazione lo stravolse. Era vero, quel modo di fare del compagno lo faceva impazzire; e si odiava per questo. Il sesso con lui era qualcosa di perverso, a volte violento, ma durante l’atto il suo corpo era tutto un fremito e bramava quelle particolari attenzioni del partner. Godeva nel sentirsi un oggetto. Subito dopo, provava vergogna e disgusto per se stesso, ma non poteva fare a meno di ricaderci non appena l’altro faceva qualcosa per riaccendere in lui la passione. E ora lo stava attizzando come non mai: dopo avergli accarezzato le natiche a palmo aperto, aveva infilato di colpo due dita nel suo ano. Se la bocca di Josh non fosse stata ancora pressata sulla sua, si sarebbe sicuramente sentito un acuto gemito uscire dalla sua gola. Josh lo udì ugualmente perché quel corpo che aveva tra le braccia urlava di piacere. Si staccò da Gabriel solo per un attimo, per sussurrargli all’orecchio , con voce gutturale, mentre continuava a giocherellare con le dita dentro di lui: “Lo sapevo, è questo che vuoi, sei tu che lo cerchi!”. Gabriel avrebbe voluto gridare di no, che non era vero, ma ogni parte di lui affermava il contrario. In quel momento desiderava che continuasse, era completamente in balia dell’amante, avrebbe fatto qualunque cosa gli avesse imposto. I due amanti erano un po’ defilati nel salone e comunque nessuno stava facendo caso a loro. Riprendendo a baciare il compagno in modo frenetico, come un affamato che abbia trovato finalmente qualcosa di cui nutrirsi, Josh lo spinse nella stanza accanto, un salottino dove, al momento, non c’era nessuno. Lo buttò sul divanetto di velluto, si gettò sopra di lui e mentre la mano premeva sul suo membro turgido, la lingua scivolava avida sul suo collo. Gli piaceva quel ragazzino. A dire il vero, il più delle volte trovava che fosse un tipo piuttosto ordinario e noioso, il classico studente cervellotico, ma Gabriel aveva un’aria innocente e smarrita che riusciva a risvegliare in Josh gli istinti più animaleschi. Soprattutto quando la parte razionale in lui si spegneva, diventava il partner ideale, desideroso di assecondare l’amante in ogni sua perversione. Entrambi amavano farlo in luoghi dove potevano essere visti, il rischio li eccitava enormemente. Gabriel si stava mordendo una mano per non urlare, ardeva dal desiderio di essere toccato in ogni suo punto sensibile; e ora voleva Josh dentro di sé più di ogni altra cosa e subito.
“Chiedimelo!” gli ordinò Josh.
La voce era feroce, suonò come un ruggito al suo orecchio, mentre contro la gamba sentiva la pressione della cosa tanto agognata.
“Lo voglio!” mormorò Gabriel supplicante. Aveva il bel viso angelico stravolto e i riccioli biondi gli ricadevano selvaggiamente sulla fronte sudata. “Cosa? Dillo!” insistette Josh, percuotendo sadicamente col proprio il suo inguine.
“Fottimi! Penetrami, ti prego, non ne posso più, scopami!”
L’altro rise compiaciuto, slacciandogli i pantaloni. Era quello che voleva sentire, ma il gioco non poteva finire così presto. Si divertiva un mondo a farlo impazzire, faceva parte dell’eccitazione, in una lunga attesa del piacere.
Gli sfilò i pantaloni e i boxer e gli spinse le gambe all’indietro , ai lati della testa, esponendo così le natiche, e riprese a giocherellare con il suo ano.
Glielo baciò, poi affondò la lingua guizzante in quel recesso voluttuoso, aiutandosi con le dita, tra i mugolii di piacere e desiderio dell’amante.
Ora, Josh cominciava a sentirsi impaziente, avvertiva il membro scoppiargli in mezzo alle gambe, ma voleva che fosse ancora lui a incitarlo, a supplicare di penetrarlo. Con la lingua gli lambiva i testicoli mentre le sue dita continuavano a esplorare le calde pareti interne. Evitò di prendergli il pene in bocca, avrebbe rischiato di farlo finire subito, ormai era al culmine dell’eccitazione.
“Ti prego, ficcamelo dentro, aprimi il culo!”
Sì, era il momento, il suo delicato fiorellino si era deciso a lasciarsi andare completamente, lui sapeva sempre quali tasti toccare. Josh allora si aprì velocemente i pantaloni, non si diede neanche la briga di toglierseli, semplicemente se li abbassò alle ginocchia insieme agli slip e con violenza penetrò Gabriel, facendolo sobbalzare.
Il ragazzo si sentì come se un coltello l’avesse diviso in due.
Josh amava prevaricare ed esercitare violenza e lui lo sapeva, ma il dolore non faceva parte della sua concezione di piacere, anche se non ebbe molto tempo per pensarci. Quegli affondi dentro di lui stavano sortendo il loro effetto, era ormai vicino al raggiungimento dell’orgasmo. Era madido di sudore e tremava di piacere. Il suo membro, sotto la pressione del corpo dell’altro, esplose in un flusso liberatorio. Un istante dopo, Josh lo riempì con il suo seme caldo, per accasciarsi con un grugnito contro il retro delle sue gambe.
Erano entrambi spossati, i loro sensi ancora frementi, ma non potevano rimanere così a lungo. Gli episodi di sesso esplicito, durante quelle feste, erano piuttosto frequenti, ma non sarebbe stato dignitoso per nessuno dei due farsi trovare in quella posizione. Così Josh si alzò per ricomporsi e Gabriel fece lo stesso, anche se per lui le cose erano un po’ più complicate visto che era tutto appiccicoso di liquido organico sia sulla parte superiore che inferiore del corpo.
Si rivestì comunque, e mentre si affrettava a uscire dalla stanza disse, tra il timido e il vergognoso:
“Vado a cercare un bagno”.
Josh lo fissò con un sorriso soddisfatto, si accese una sigaretta e tornò in sala, alla ricerca di un drink.
Gli occhi di Gabriel bruciavano di umiliazione mentre si chiudeva la porta alle spalle. Si abbandonò per un attimo, piegato, contro di essa, senza avere il coraggio di alzare gli occhi sullo specchio che gli rimandava la sua miserabile immagine. Non aveva ancora vent’anni quando aveva conosciuto quel modello così bello e carismatico. Gli era sembrato meraviglioso che avesse dimostrato interesse per lui e non aveva opposto resistenza al suo approccio in macchina, dopo solo un paio d’ore dalla loro conoscenza. Era la sua prima volta, il suo carattere timido e riservato gli aveva impedito di palesarsi con qualcuno prima di quel momento. Allora, i modi di Josh erano stati piuttosto delicati, il suo lato perverso era emerso successivamente, a poco a poco, man mano che si frequentavano, trascinandolo in una lenta, ma inesorabile spirale di lussuria da cui non era più riuscito a risalire.”

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Da È amore… di Lily Carpenetti per Lite Editions, in formato ebook presso i principali store digitali.

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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