Piacere femminile

Ripropongo qui l’inizio di Ressurrection il capitolo quattro della mia serie erotica sui vampiri Virus. Si tratta di una scena molto calda fra la protagonista e la sua migliore amica con la quale ha un rapporto molto speciale. Tutta la serie Virus potete trovarla su Amazon e sul sito http://www.lite-editions.com.

Non c’è niente di più piacevole che rigirarsi pigramente nel letto il sabato mattina. Niente sveglia, niente scuola, niente di niente, solo un leggero strato di stoffa a dividerti dal resto del mondo, come un bozzolo confortevole e rassicurante. Ogni singolo lembo di pelle accarezzato da questo velo fresco e delicato. Un brivido di piacere che sembra non dover avere fine. Dormire nuda non è mai stata un’abitudine, ma in quel momento ero felice di averlo fatto, mi sentivo così calda e vogliosa che anche il tocco leggero delle lenzuola mi faceva galoppare il cuore e ribollire il sangue. Ma quello non era l’unico contatto che sentivo. No, non ero sola e, scomparso anche l’ultimo residuo di torpore, mi resi conto che quello non era stato un giaciglio di riposo, ma di passione. I polpastrelli di una mano sconosciuta passarono sopra il mio fianco, quasi distaccati, ma abbastanza vicini da conferire piccole scosse elettriche a tutto il mio essere. Inarcando la schiena contro l’altro corpo, cominciai a sentire il desiderio crescere con prepotenza, e l’umido bacio sulla spalla fece sfuggire un gemito dalle mie labbra.

“Shhh, gattina, non vorrai svegliare tutta la casa. Concediamoci ancora un po’ di relax prima di alzarci.”

Le dita sottili si fecero strada verso il mio inguine, divaricando gentilmente le cosce per inabissarsi nella mia intimità più profonda, mentre l’altra mano se ne stava saldamente ancorata al mio seno. Il leggero graffio delle unghie contro la mia pelle umida e delicata era qualcosa di coinvolgente e desiderabile, un lieve dolore da ricercare. Andrea, sì lei era sempre capace di farmi vibrare come uno strumento musicale fra le sue mani esperte.

“Quanto sei dolce, ti stai bagnando tutta solo per me, mi piace quando mi desideri così!”

Non mi diedi la briga di rispondere, girai semplicemente la testa all’indietro e le cacciai prepotentemente la lingua in bocca. Lei apprezzò, e le sue unghie strisciarono sul mio pube, inumidendomi, prima che le sue mani cominciassero a frugarmi dappertutto. Il fatto di avere la bocca adesa alla sua era una fortuna perché altrimenti avrei urlato di passione.

Con uno scatto della schiena, mi rigirai completamente verso di lei, continuando a baciarla freneticamente. Senza troppa delicatezza, le sollevai una gamba per poter sentire anch’io il calore della sua vulva. Lo sapevo, era fradicia, “mi desiderava quanto io desideravo lei. Mi sollevai sulle braccia, facendomi strada verso di lei per mettere a contatto i nostri genitali e dare il via a una danza strusciante. Io ho sempre preferito termini più delicati, ma scopare con Andrea era l’esperienza più elettrizzante che avessi mai provato. Mi faceva perdere il controllo, rendendomi spudorata.

Non lo so perché, ma le infilai un dito nell’ano, forse perché immaginavo che le sarebbe piaciuto; e cominciai a giocherellare dentro e fuori dal suo corpo, rendendola estremamente servile. Era mia, stavo controllando il gioco, sarebbe stata disposta a tutto pur di non farmi smettere. La cosa mi faceva sentire potente, desideravo mantenere il controllo, schiavizzarla e renderla completamente succube.

Mi staccai leggermente da lei, provocando un gemito di protesta, ma non le lasciai il tempo di lamen“tarsi. Rivoltai le sue gambe all’indietro, lasciandole ai lati della sua testa, e mi avventai su quella pelle calda e pulsante, infilando la lingua nella vagina, mentre le mie dita titillavano quel clitoride carico di umore speziato. Ma il suo corpo desiderava di più, le avevo fatto provare qualcosa di nuovo e lei ne voleva ancora. Scesi con la bocca a baciarle l’ano, infilandoci dentro la punta della lingua, mentre i miei polpastrelli le accarezzavano la mucosa grondante.

“Chi è che mugola un po’ troppo rumorosamente, adesso?!”

“Zitta e allargami il buco del culo! Mi piace, sì! Così…”

Quando le infilai due dita dentro, più profondamente possibile, le feci raggiungere l’apice del piacere. Si scuoteva tutta sotto di me, incitandomi a continuare a penetrarla, a fare su e giù con le dita più velocemente possibile, mentre la mia lingua le lambiva la vulva, pulsante di desiderio.

Uno scambio di piacere dai nostri corpi nudi che ci rendeva sempre più unite. Una passione che sembrava non doversi mai placare.

Alle volte ho provato vergogna per questa nostra unione speciale, chiedendomi che cosa ne avrebbero pensato gli altri se l’avessero scoperto. Ma era il nostro piccolo segreto, soltanto mio e suo“Quando eravamo sole, in camera mia, le nostre mani si muovevano e ci cercavamo, trasformandoci in una cosa unica. Alla fine poteva essere paragonato alla masturbazione, solo che eravamo in due. Io sapevo perfettamente come dare piacere ad Andrea e lei conosceva il mio corpo come se fosse il suo.

“Potrà essere sempre così!”

Rimasi perplessa da quella affermazione. Ce l’eravamo detto spesso, ma il suo tono, in quel momento, mi fece supporre che implicasse qualcosa di più. Doveva essere riconducibile a ciò che era successo la sera prima. Non era la prima volta che Andrea si fermava a dormire da me, anzi, nei weekend era quasi la regola. Ma cos’era successo il giorno prima? Lei sorrideva e i suoi occhi brillavano di una luce innaturale. Era più bella del solito, non era un aspetto normale il suo: la perfezione accarezzava i suoi lineamenti.

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Informazioni su calloflife

Sono un'autrice soft erotica tra fantasy e gender short stories. Potete trovare i miei racconti in ebook sulle principali piattaforme digitali.
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